
Regia: Elem Klimov
Interpreti: Viktor Kosykh, Aleksej Smirnov, Evgenij Evstigneev, Arina Aljeinikova, Il'ja Rutberg Durata: h 1.11 Nazionalità: URSS 1964 Genere: commedia
Già i bambini, bellissimi nella loro semplicità, ancora protetti da dalle brutture del mondo grazie alla loro immaginazione e alla loro naturalezza. I bambini sono coerenti con loro stessi, sono fedeli alla loro natura e non hanno paura di dimostrarlo. Se esiste una sola interferenza quella è l'ottusità degli adulti che credono di dover intervenire nell'educazione solo attraverso atteggiamenti pedagocici coercitivi. E chi meglio dell'educazione sovietica ha fatto di questo un vero e proprio vanto? E allora non è poi così strana la scelta di Klimov di raccontare la storia di una colonia-colleggio che molto probabilmente ha dovuto visitare anche lui durante la sua infanzia.
Il bello di “Dobro Pozhalovat” è che non c'è ne' propaganda ne' denuncia, solo tanta nostalgia di un mondo fragile ma che resiste proprio grazie a quella genuinità dei gesti e la sconfinata abilità di saper piegare la realtà alla fantasia.
Klimov è innamorato di quel mondo e ne riconosce l'importanza e per fare questo ridiventa bambino egli stesso: gioia e giocosità si cogliono dall'uso quasi allegro che fa della cinepresa ma è quasi impossibile non notare un velo di malinconia e di amarezza. E quindi un mondo chiuso, fatto di segreti legati alla sconfinata e indecifrabile immaginazione blindata in un labirinto di complesse sensazioni e sentimenti che però trovano sfogo in modo straordinario nei modo candidi e diretti dei bambini. Si, un mondo che da il benvenuto a tutti ma che può essere anche molto angusto e se si entra in modo sbagliato sa chiudersi in modo quasi ermetico divenendo incomprensibile.
“Dobro Pozhalovat” si inserisce bene nella trasformazione del cinema Sovietico post-Stalin, che quasi casualmente si fa più divertente e divertito quando racconta certi temi e lascia perdere almeno ufficiosamente tutti quegli intenti propagandistici ormai obsoleti che non fanno presa su nessuno. Un Cinema che diventa più “occidentale” senza perdere i suoi tratti caratteristici. Klimov è un grande esponente del cambiamento ed è curioso poter analizzare la sua evoluzione e come col tempo abbia maturato una visione un po' più introspettiva e profonda del mondo. Molto probabilmente il bambino che c'è in lui è diventato troppo grande o troppo consapevole del male del mondo, ed ecco che si arriva a Florya.
Qualunque sia stato il suo cammino, il Klimov degli inizi è un bambino nel corpo di un adulto (Avventua Di Un Dentista dovrebbe dirci qualche cosa) e il suo film pieno d'amore divertito ricoperto da un velo di nostalgia è come un bellissimo ricordo da tenersi caro. Un ricordo d'infanzia.